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SI PAGA DURAMENTE

Se fino a dieci minuti dalla fine grazie allo zero due guadagnato dalla Roma sullo spocchioso Bayer Leverkusen, tifosi e giocatori stavano già apparecchiandosi per vivere un’altra mezzora di gioco dei tempi supplementari, è bastata una scintilla di jella per rimettere il finale nelle mani dei padroni di casa.

Fino a quel momento la Roma testaccina aveva badato alle innumerevoli incursioni dei tedeschi che non avevano problemi nel presentarsi davanti alla schierata difesa giallorossa per tentare il colpaccio. Ben quattro interventi di Mile Svilar hanno fatto gridare al miracolo perché realmente palloni destinati a finire in rete, confermando il fatto che l’estremo difensore romanista è un portiere di un certo livello.

Solo la pecca di una uscita a vuoto perché ostacolata da Smalling ha causato il dramma di un autogol casuale di Gianluca Mancini e riaperto di fatto la partita e la qualificazione del Leverkusen.

Roma che, alla fine dei conti, ha strapagato duramente quanto non fatto sette giorni prima all’Olimpico dove il risultato doveva essere differente in considerazione di un avversario che non aveva mai perso in questa stagione.

Sicuramente onore alla formazione di Xabi Alonso che nell’ottica del 180′ ha giocato un calcio più appariscente e decisamente più propositivo di quello dei giallorossi oramai spremuti come un vecchio tubetto di dentifricio.

Il pareggio con il quale è terminato l’incontro è solamente frutto di una disperata ricerca da parte degli uomini di De Rossi di un gol che avrebbe potuto significare supplementari e che ha lasciato alla formazione di casa, praterie sulle quali riversarsi indisturbata.

Nell’attesa della partita con l’Atalanta duplice finalista (Europa League e Coppa Italia), che rappresenta una sorta di spareggio per entrare nell’Europa calcistica che conta la prossima stagione e senza dimenticare che la Roma è la squadra con il miglior ranking europeo di tutte le formazioni italiane, occorre precisare che se lo scorso anno la coppa ci fu defraudata da un arbitro incapace (Taylor sempre più freddo!), quest’anno si sono pagati gli errori di una programmazione di calcio mercato che ha mostrato tutti i suoi limiti ed errori. Inutile ripercorrere nomi di calciatori troppo incensati e considerati perle del calcio internazionale.

Purtroppo tra le nostre file ci sono giocatori che devono essere eliminati in modo inesorabile (di questo il mister se n’è certamente reso conto) e rimpiazzati con elementi che siano affidabili dal punto di vista tecnico e fisico.

Aprire il portafoglio restando all’interno dei paletti imposti dalla UEFA non dev’essere un obbligo solo per la Roma e la sua silente proprietà, soprattutto se si vuole avere una squadra a livello maiuscolo. La politica dei piccoli passi potrà andar bene per una piazza provinciale come Bologna o Firenze ma non certo per la Capitale d’Italia.

Si dice che tutto dipenderà dal manager al quale verrà affidato l’ingrato compito di sbolognare quegli elementi negativi in seno alla squadra e acquistare talenti sui quali fare affidamento su ben tre fronti (Campionato, Coppa Italia e Coppa Europea). In parte questo è vero ma il bastone del comando è in mano alla proprietà che potrebbe anche forzare le cose mettendo in conto un conflitto con il potere dell’UEFA che finora, è stato più che rispettato (Viola e Sensi dove siete?).

Vedere in finale i bergamaschi che si giocano la Coppa con la squadra dell’antipatico Pingpong…quell’indisponente esserino che sbeffeggia tutti senza ritegno è cosa da non credere e, francamente, tra il Gasp e il Leverkusen non sappiamo chi scegliere.

Freddi tutti e ventidue.

Daje!

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