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QUESTA E’ LA NOSTRA ROMA

Lo scontro diretto per guadagnare preziosi punti Champion non è stato favorevole contro un Inter dimostratasi troppo squadra per una Roma decimata dagli infortuni e con giocatori ormai spremuti come le arance di fine stagione.

Eppure i giallorossi hanno messo in campo tutto quello che potevano avere: carattere e generosità ma, purtroppo, non sono stati elementi sufficienti per portarsi avanti in classifica. Una Roma che a questo punto deve puntare solamente sulle due partite di semifinale di Europa League sperando di ritornare alla vittoria e tentare di conquistare una finale che potrebbe portare un secondo trofeo europeo dell’era Mourinho che l’accesso all’Europa che conta con tutto ciò che ne deriverebbe.

Alla Roma scesa in campo di fronte all’ennesimo sold out casalingo non gli si può imputare nulla dal momento che ogni giocatore che ha giocato, ha dato il massimo di quanto poteva dare. Così come non si può accusare lo Special One che ha affrontato quella che è stata la sua seconda stagione sulla panca giallorossa, con un organico al di sotto delle aspettative iniziali che ha subito un vero e proprio martirio a causa degli infortuni ad iniziare proprio da quel Wijnaldum che avrebbe dovuto essere il fulcro di un centrocampo stellare.

Abbiamo visto come si è sviluppata la vicenda Zaniolo: da potenziale campione applaudito da tutta la tifoseria al primo a tradire le attese sia in campo che al di fuori dello stesso (è sufficiente ricordare il rifiuto di accettare una ricca proposta per poi fuggire in Turchia in attesa di rientrare in Italia, sponda Milan). Ma di errori ne sono stati tuttavia commessi diversi in ambito di campagna acquisti e cessioni anche per rispettare quell’agreement con l’UEFA che ha strangolato ogni velleità di investimento.

La maggioranza dei tifosi sta prendendo via via la strada della convinzione che il vate di Setubal, al termine di questa sua seconda stagione, emigrerà verso un’altra panchina e non tanto perché sicuramente potrebbe godere di un ingaggio più ricco, bensì perché deluso dalle aspettative di una proprietà tanto pragmatica quanto colpevolmente assente. Proprio nei momenti topici della stagione, Mourinho ha puntato il dito verso un sistema che nel corso degli anni non è cambiato affatto se non, addirittura, peggiorato.

E non ci stupisce che il Presidente dell’associazione allenatori, tal Ulivieri squalificato per tre anni per la nota vicenda del calcioscommesse, apostrofi il nostro mister in quanto non asservito all’AIA e alla FGCI: in fondo si tratta di gente della stessa pasta di merda invischiati nei dogmi del potere calcistico ormai definitivamente prostituito alle esigenze della TV e degli sponsor.

In questo bailamme di merda, l’immagine che resta impressa è la coesione che Mourinho ha saputo creare all’interno di un gruppo che, al di là delle singole possibilità sportive, è veramente come una famiglia. E poco importa che non si vinca secondo le speranze di noi tifosi quando ogni giocatore si danna l’anima per i colori che indossa e per i compagni.

Se Mourinho continuerà la sua avventura a Trigoria solo il diretto interessato lo sa, anche se tutti tifosi si augurano di seguirlo ancora seduto sulla panchina della sua e nostra Roma.

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