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IN DIFESA DELLA ROMA

Per evitare qualsiasi fraintendimento è bene precisare subito che la Roma, contro i neroverdi emiliani del Sassuolo, ha perso per sue esplicite mancanze.

Nonostante il rocambolesco 3-4 ed il fallito (ed auspicabile) raggiungimento del secondo posto in classifica, quello che è piaciuto a tutti i tifosi giallorossi è stata la voglia di combattere senza mai arrendersi fino all’ultimo secondo, applicando il concetto di squadra come da dettami mourinhiani.

Ma al di là del commento di una partita folle, impossibile non notare che la direzione arbitrale del sig. Fabbri è stata orientata a senso unico e, cioè, contro la Roma.

L’evidenza è dinnanzi al telespettatore attento che, nella fattispecie del fallo commesso da Kumbulla in un momento di insana follia, ha potuto notare che quanto il difensore albanese è franato sopra a Berardi questo, in maniera poco evidente ma sostanziale, gli ha dato un calcio sulle palle. Il giallorosso dopo essersi rialzato è caduto nella provocazione restituendo a Berardi il favore ma in maniera molto più eclatante con l’attaccante del Sassuolo che prima ha espresso un ghigno di stupore e poi inscenato il dolore accartocciandosi su se stesso e reclamando il rigore all’arbitro.

Dire che la regia di DAZN è di parte (e non certa giallorossa) è un eufemismo oramai risaputo dal momento che l’episodio incriminato è stato riproposto (ma solo nell’ultima parte) in loop ed è lo stesso che è apparso anche sul monitor che ha utilizzato l’arbitro per espellere Kumbulla. Nessuna scusante per il difensore ma i due pesi e le due misure sono state adottate dal signor Fabbri che avrebbe dovuto mandare negli spogliatoio anche l’astuto Berardi.

Roma in barca che neppure Dybala e le sue magie ha saputo riprendere la rotta nonostante il gol e i tentativi di raddrizzare la barra a dritta.

Bocciati e promossi quindi? No, c’è chi se l’è giocata fino all’ultimo anche se con limiti evidenti dettati dalle fatiche di coppa, da un carico mentale non indifferente (i prossimi impegni tra Real Sociedad e Lazio) e da ingenuità che potevano essere evitate come quelle che hanno portato in doppio vantaggio gli emiliani.

Stadio comunque tutto con lo Special One al quale è stata espressa solidarietà attraverso l’orgoglio romanista. Plauso anche all’ex Presidente Rosella Sensi che, ben memore delle battaglie del padre Franco, ha ribadito il concetto che la Roma è invisa da sempre al potere calcistico indipendentemente da chi lo rappresenti in quel momento.

Punto e a capo: giovedì ci attende una battaglia a San Sebastian e domenica il derby. C’è poco da riposare e tanto ancora da fare in difesa dei nostri colori.

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