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E IL GALLO CANTO’

Diranno i detrattori di Mourinho e i pennivendoli senza più mangiatoie a cui attingere che il Servette rappresentava poca cosa e che la vittoria della Roma era il minimo sindacale da rispettare. Chi ama veramente questi colori non darà affatto retta a questo teorema stupido quanto stucchevole ma, di contro, sarà contento di una vittoria sonante che ha visto finalmente Andrea Belotti ritrovare il passo di un tempo siglando una doppietta affatto scontata.

Ciò che conforta la tifoseria è l’aver assistito ad una ripresa delle potenzialità dei giallorossi che hanno un Lukako che garantisce la piena affidabilità e non solo in area di rigore.

A coloro che denunciano le due azioni degli svizzeri proprio all’inizio dell’incontro che avrebbero potuto portarli in vantaggio, dobbiamo ricordare che la difesa titolare della Roma è praticamente in infermeria a partire dal mistero Smalling, la lungodegenza di Kubulla e la perdita anche di Llorente.

Per fortuna il multiservice Bryan Cristante può incarnare il terzo di difesa a dispetto della sua creatività finora dimostrata a centrocampo.

Partita, quella contro il Servette, che ha certificato che il passaggio del girone G è una quasi esclusiva prerogativa dello Slavia Praga e dei giallorossi che dovranno continuare, in Europa, tenere la barra a dritta per arrivare primi alla fine di questa parte di torneo onde evitare di incontrare qualche formazione proveniente dalla Champions League.

Preoccupanti le condizioni di Lorenzo Pellegrini che, subentrato dalla panchina per dare verve al centrocampo, ha dovuto abbandonare il campo dopo solo 11′ di gioco ma non prima di aver segnato un gran gol. Da tempo il capitano pro-tempore della Roma è alle prese con fragilità fisiche che ne hanno condizionato questa prima parte di stagione dove si è speso generosamente anche a costo di fare brutte figure.

Ci piace sottolineare ancora una volta, la prestazione del gallo Belotti che ha dimostrato di essere un valore aggiunto sia per volontà che per realizzazioni che ne evidenziano lo stato psicofisico e la voglia di far bene anche nella Capitale.

Certo, serve una solidità che si può acquisire solamente con l’inanellamento di risultati positivi in Campionato e in questa competizione europea la cui vittoria, lo scorso anno, ci fu rubata da un arbitro incapace nonché asservito al potere mafioso della UEFA.

Starà alla Roma, vendicare il torto subito e ripristinare il ruolino di marcia in campionato per agguantare, alla fine, un posto nell’Europa che conta.

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