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CHIUSURA CON IL BOTTO

Stagione chiusa davanti ad un Olimpico per la 33a volta strapieno di amore per la Roma che determina, a risultato acquisito, l’entrata dei giallorossi nella prossima Europa League.

Roma indubbiamente incerottata che svolge il suo compito non senza patimenti di sorta di fronte ad un disperato avversario che avrebbe dovuto non perdere per evitare lo spareggio contro il Verona per non retrocedere in serie B.

Neppure quest’ultima volta la classe arbitrale si è dimostrata all’altezza della situazione (e tantomeno il VAR che a questo punto ci chiediamo a cosa serva) dal momento che il direttore di gara evita di prendere la decisione di assegnare un sacrosanto rigore alla Roma. A questa ennesima prova di scarsa professionalità c’è da aggiungere anche la jella che si è manifestata con l’ennesimo legno colpito dai giallorossi (El Sharaawy l’autore della traversa) e, soprattutto con l’importante infortunio occorso ad Abraham che lo terrà fuori dai campi di gioco fino alla fine dell’anno con quanto ne consegue.

Infatti se si voleva cedere l’inglese per fare cassa, sarà molto arduo riuscire nell’intento e, tuttavia, sarà indispensabile acquistare un vero attaccante di ruolo avendo Belotti fallito nell’impresa di essere quel supporto che si ipotizzava ancora fosse in grado di assicurare.

Con Mourinho che a più riprese ha lanciato segnali ai tifosi ripetendo che rimane al suo posto di combattimento, appare evidente che la proprietà dovrà aggiustare il tiro mettendogli a disposizione per gli impegni della prossima stagione, un organico in grado di fare la differenza e di garantire una formazione titolare valida così come una panchina lunga e di qualità.

Per riuscire in questo intento, Pinto dovrà monitorare non solo calciatori svincolati (Aouar e Ndika in primis) ma rivolgere il suo sguardo verso il vero mercato dove si acquistano – pagandoli – quei calciatori che occorrono alla squadra.

Vero è che il mancato accesso alla Champions (grazie Taylor) ha significato una perdita finanziaria dai 60 agli 80 milioni che avrebbero permesso di stare dentro i paletti UEFA ma è pur vero che cedere certi elementi incassando soldi e risparmiando cui costi di gestione, dev’essere una soluzione che può ottimalizzarsi con lo sforamento dei limiti imposti dalle competenti autorità calcistiche europee.

Il problema non è legato alle disponibilità economiche della proprietà di cui nessuno dubita, quanto alla filosofia statunitense legata a questioni in ambito fiscale: è noto che gli americani sono più che ligi e strenui osservanti di quanto disposto dalle leggi finanziarie e poco inclini, quindi, ad adottare politiche extralegali.

In buona sostanza non è che ai Friedkin manchino i 30 milioni di euro per pagare una multa, quanto la volontà di trasgredire e continuando di mettere i conti della società in ordine seguendo pedissequamente le disposizioni impartite dalla UEFA.

Ci domandiamo che Roma sarà quella che scenderà in campo la prossima stagione calcistica e quali saranno i mirati acquisti necessari allo Special One per essere sereno e puntare a vincere qualche trofeo.

L’unica certezza è, come sempre, l’eterno amore per i nostri colori sempre contro tutti.

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