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UN PARI CHE NON SODDISFA

SMalen avesse fatto il bomber che abbiamo imparato a conoscere, sarebbe stata tutt’altra partita quella che ha visto i giallorossi affrontare l’ Atalanta.

Purtroppo, ci siamo resi conto che anche l’ uomo venuto dall’ Olanda, è di fatto umano e quindi, fallibile.

L’ incontro di sabato sera, il primo dopo la bomba fatta detonare da sir Ranieri da Testaccio, si è concluso con un pareggio che allontana ancor di più le speranze di un piazzamento Champions.

La Roma si è ritrovata ancora una volta fragile nel momento in cui avrebbe dovuto dimostrare tutt’altro anche se, ad onor del vero, non si può dire che non ci abbia provato. Per i tifosi sugli spalti che hanno cantato fino al 94° la delusione per il risultato finale è stata tanta, direi forse anche troppa.

Il male endemico ha radici tanto antiche quanto pare dure da estirpare se si pensa che stiamo tribolando ancora per campagne acquisti  tristemente infelici.

Intanto la certezza ci narra che il romanismo – termine da me coniato in una triste sera di fine maggio dell’ 83- è una malattia dalla quale è impossibile guarire ed è peggio di una religione in quanto non ammette abiura.

Certo che i ragazzi stars&stripes avessero minimamente coscienza di ciò, probabilmente smetterebbero di gestire una stella inespressa via call e muoverebbero il culo (Viola&Sensi docet!).

A noi, inguaribili romantici alla stregua di tanti Don Chisciotte, continueremo a macinare km e a rovinarci le corde vocali stringendo la bandiera dai colori più belli e gridando il nostro

daje!

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