Poteva essere la partita dei rimpianti, quella che ai punti si sarebbe vinta ma il campo aveva detto altrimenti. Invece è stato rispettato un pronostico non scritto, soprattutto dopo aver visto il primo tempo di una squadra dominante a 360 gradi.
Poi, nella ripresa, la beffa: con l’Atalanta passata immeritatamente in vantaggio e la Roma costretta a dover recuperare una partita che fino allora non aveva avuto storia.
Personalmente credo che un paio di anni fa, al 90° ci saremmo dovuti leccarsi le ferite di una occasione persa stupidamente. Ma per fortuna, quest’anno pare essere tutt’altra storia.
Allo scoccare del termine del tempo regolamentare, una magia di Mario Hermoso rimetteva le cose a posto dando nuova linfa a tutti i suoi compagni e ad uno stadio intero. Negli ultimi minuti di recupero, la squadra annichiliva i bergamaschi fino a quando Mati Soule’ ricordava di essere un compaesano di Maradona e si inventava il gol del vantaggio giallorosso, mandando in visibilio compagni, panchina, società è milioni di tifosi.
Tre partite e tre vittorie con dieci reti segnate e solo una incassata, questo recitano le statistiche e la vittoria di oggi non deve apparire come una casualità dal momento che la squadra ha tirato nella porta avversaria 39 volte colpendo anche due legni.
Ci siamo anche noi quest’anno e fremiamo per godere il ritorno della nostra squadra in Champions League giovedì prossimo.
Ci stiamo fomentando troppo? Beh, lasciateci fare…
Daje!






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