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INCUBO BLANCO

Non si può passare da dominatori a dominati. Ma la Roma, al rientro casalingo di una Champions League dopo sette lunghi anni, si è  trasformata da dottor Jackill a mr. Hyde in una manciata di minuti.

Il Real Madrid di Mourinho, stava meritatamente perdendo per 3 a 1 dinnanzi ad un Olimpico in festa e quasi incredulo di ammirare una squadra capace di mettere all’angolo la formazione più titolata del mondo: quel Real Madrid infarcito di campioni supercelebrati, pagati a peso d’oro.

All’invenzione del vantaggio acquisito con una gran rete di De Roon aveva risposto il Real con l’atteso Mbappé ma il pareggio non aveva intaccato il morale dei giallorossi che riguadagnavano il vantaggio con Malen che si replicava con una seconda rete portando il parziale a 3 a 1.

Una ridda di sostituzioni- alcune forzate e altre no – snaturavano la squadra di Gasperini che, anche per via dello sforzo profuso per l’intero incontro,  si spegneva inesorabilmente sia atleticamente che mentalmente.

Nel giro di una decina di minuti e approfittando di tre corner,  i blancos riuscivano a segnare tre reti, vincendo una partita persa.

Inspiegabile il blackout che ha colpito i giallorossi su tre calci da fermo e che ha trasportato la Roma dalle tanto attese stelle alle deprimenti stalle.

Cambi sbagliati?  Condizione mentale fragile? Stress da fatica? Supponenza? Debolezza emotiva? Ci possono essere una serie di ragioni che non eliminano dei dati oggettivi che ci dicono questo:

-La squadra può giocarsela alla pari con tutte le grandi sia in Italia che all’estero;

-l’organico, pur essendo ancora incompleto, è tuttavia una solida base sulla quale poter intervenire in futuro;

– il passaggio al prossimo turno della Champions non è pregiudicato anche se non si sono guadagnati punti in classifica.

Occorre fare quadrato  anche da tutti  i tifosi siano essi residenti in Italia o all’estero  mettendoci nella condizione di evitare il formare una spirale depressiva che risulterebbe deleteria per la nostra squadra.

Sabato ci attende  un incontro con un altro ex sempre amato: DDR, allenatore del Genoa. È una squadra che si può battere agevolmente per toglierci immediatamente la delusione di questa sconfitta che, come si erano messe le cose per 80′, risulta essere una vera e propria beffa.

Daje!

 

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