Poteva essere una partita difficile quella contro il Genoa per una serie di ragioni ad iniziare dal fatto che la squadra rossoblu ha vitale necessità di punti, passando per il suo allenatore DDR per il quale poteva esserci un reverenziale timore, proseguendo con le assenze denunciate dalla Roma e terminando con un possibile senso di superficialità che sarebbe risultato dannoso in un momento topico come quello rappresentato dall’ultima giornata di campionato di questo 2025.
Invece, ligio a mantenere la costanza che lo ha contraddistinto in questo torneo sin dall’inizio, ci ha pensato Mati Soulè verso il quarto d’ora del primo tempo a iniziare a gestire la pratica realizzando il suo quinto gol di rapina. Solo dopo una manciata di minuti Manu Konè – per certi versi insostituibile a centrocampo – raddoppiava siglando la sua prima rete e permettendogli festeggiamenti con la doppia pistola incrociata con le mani come a significare che anche lui merita di essere considerato un bounty killer.
E siccome il Natale era trascorso senza alcun regalo da parte della Roma ai propri tifosi, anche Ferguson ha voluto metterci del suo per sigillare il risultato in cassaforte permettendo alla squadra di Gasperini di risalire al quarto posto a solo tre punti dal Napoli capolista.
Una Roma sin da subito all’arrembaggio seppur con una iniziale confusione, ma che ha saputo regolare il pur volenteroso ma fragile avversario che ha oggi in una bandiera giallorossa il proprio allenatore.
Non si può immaginare, ma solamente cercare di intuire lo stato d’animo dell’ex numero 16, secondo in fatto di presenze con la maglia romanista dietro all’inarrivabile Totti: vivere la partita da avversario con tutto lo stadio che lo salutava ritrovandolo dopo averlo visto come ottimo centrocampista per anni e allenatore solo per pochi mesi.
Certo che parlare a posteriori si può ben certificare che DDR era l’unico nome sulla piazza in grado di perdonare il licenziamento di Mourinho autore del trionfo in Conference League e di aver portato l’anno dopo Tirana, la squadra a disputare la finale di Europa League malamente scippata dall’arbitro Taylor (sempre freddo!).
Vero che De Rossi avrebbe potuto non accettare l’invito dei Friedkin dal momento che era a tutti apparso chiaro che serviva solo un nome per giustificare l’allontanamento dello Special One. Ma ovviamente, al cuor non si comanda, accada ciò che accada.
Tornando all’immediato futuro, la Roma dovrà affrontare a Bergamo l’Atalanta che, vuoi o non vuoi, ha accusato il cambio di allenatore ma che deve essere grata al tecnico di Grugliasco se ha vissuto gli ultimi nove anni in un costante crescendo.
Sarà quella a Gasperini, un’accoglienza come quella che l’Olimpico ha dedicato a DDR? Lo vedremo presto ma i giallorossi devono giocare contro la Dea con il coltello tra i denti perché non possono proprio permettersi passi falsi in questo campionato che, finora, non ha nessuna squadra così grande da ammazzarlo.
E nell’ottica dei tre punti è facile tanto risalire quanto cadere…e, a tal proposito, è evidente che Gasperini, non si accontenterà di un salomonico pareggino tanto per.
Si chiude il 2025 con la Roma dei record dei punti realizzati nell’arco dell’anno solare e ci si auspica che quest’avventura possa continuare anche nell’anno che verrà.
Ai lettori che hanno avuto la pazienza di seguire NoielaRoma, possiamo solo augurare che il 2026 si riveli più fortunato e migliore di quanto sia stato l’anno che termina.
Ci si rivede presto!
Daje!






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