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DOVE (NON) OSANO I LUPI

L‘occasione era più che ghiotta e sarebbe equivalsa a mettere una seria distanza con una diretta concorrente per l’accesso alla Champions del prossimo anno.

Il rammarico non solo è doppio bensì triplo, avendo maturato meritatamente un doppio vantaggio che, alla fine del secondo tempo, era foriero di sorrisi e convinzioni da parte del pubblico giallorosso.

Nonostante il 3-1 la Roma ha concesso alla Juve quegli spunti che hanno permesso alla squadra di Spalletti di rimediare un immeritato pareggio che, alla fine dei conti, ha lasciato la differenza punti tale a come stava prima di questo incontro.

Ennesimo segnale inequivocabile che i giallorossi nei momenti topici, quando sono chiamati a fare la differenza con le cosiddette ‘grandi’, per un verso o per l’altro non riesce a farsi valere fino in fondo.

Si tratta dell’ennesima delusione che la tifoseria è stata costretta a digerire proprio in un momento nel quale aveva tutte le carte in mano per vincere la partita e a poco serve l’incazzatura di Mancini (romanista honorem causa) nei confronti dei suoi compagni di squadra colpevoli di disattenzioni che sono costate la vittoria.

I giallorossi avevano meritato il vantaggio con uno stupendo gol di Wesley pareggiato poi da un eurogol che aveva riportato la parità. La Roma aveva ripreso in mano l’incontro con il nuovo vantaggio siglato da Ndika che aveva realizzato un gol di rapina e, successivamente, aumentando il bottino con la sesta rete dell’incredibile Malen che pareva aver messo un punto alla partita.

La Juventus, alla quale va riconosciuto il merito di non essersi mai arresa, ha dapprima accorciato lo svantaggio per poi riportarsi in parità ad incontro quasi esaurito.

Il prossimo turno ci vedrà ospiti a casa di Daniele De Rossi che, indipendentemente dal suo amore per i nostri colori, farà del tutto per guadagnare un risultato positivo del suo Genoa.

L’amarezza, per quanto cose di questo mondo appaiono decisamente più preoccupanti (no war!), impera all’interno del tifo romanista che – al solito- ha il pregio di volare tanto alto quando le cose vanno bene e tanto basso quando le situazioni sono negative.

Ma d’altronde, essere romanisti equivale a vivere questa altalena di umori per cui, continuiamo a soffrire sognano o sognando soffrendo.

Daje!

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