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BISOGNA SAPER PERDERE (OVVERO LA CULTURA DEL PONZIO PILATISMO)

C‘era una volta – negli anni sessanta/settanta- un complesso britannico che ebbe un certo successo nell’Italia di allora: the Rokes, che videro luce presso il prestigioso Piper Club di via di Tagliamento in Roma. Era il tempo dello jè-jè, di Mal dei Primitives, Patty Pravo, Rocky Robert, Lola Falana e via dicendo.

Tra le hit di questo gruppo capitanato da Shell Shapiro, ce n’era una che si intitolava proprio ‘bisogna saper perdere‘ dove si narrava la storia di un ragazzo che parlava con il suo antagonista in amore, cercando di fargli capire che se la ‘lei’ di turno aveva scelto uno dei due contendenti, l’altro avrebbe dovuto farsene una ragione.

Morale che si sposa con i commenti di quanto accaduto dopo la sconfitta contro il Genoa dove la formazione allenata da DDR ha meritato di vincere nonostante tutto.

La Roma paga una formazione inizialmente sbagliata (perché mettere un infelice Pellegrini e mantenere in riga Mancini dopo l’infortunio subito a partita iniziata e non cominciare con Cristante e Ghilardi?)

Contro i grifoni la Roma è apparsa svagata, per nulla incisiva, imprecisa per gran parte dell’incontro, probabilmente a causa di un appannamento generale della truppa se si tolgono le eccezioni di Svilar, Ndika e Malen.

A questo punto perdere ci sta e tocca accettarlo al di là delle giustificazioni di una marea di assenti (da Dybala a Hermoso passando per Soulè e via dicendo) e quello che sinceramente non capisco è la ragione per la quale Gasperini non offre un commento sereno che recita “si, ho e abbiamo sbagliato ma abbiamo tutti dato tutto”.

Praticamente l’allenatore di Grugliasco sposa la filosofia del Ponzio Pilatismo (pare che il console romano di Galilea abbia detto “ne con Gesù ne con Barabba” aprendo un filone di pensiero troppo abusato nei secoli) e questo poco onore fa ad un tecnico valente al suo primo anno di Trigoria.

Chiaramente anche il male arbitrale non ha rinunciato a danneggiare i giallorossi. Il direttore di gara, il lariano Colombo, ha prontamente ammonito Ndika per un fallo veniale non meritevole di cartellino giallo – guarda caso la prossima è a Como diretta avversaria per l’Europa che conta e il nostro difensore non parteciperà proprio a causa dell’ammonizione comminata dalla giacchetta nera – e non solo: infatti ha ignorato un fallo di mano in area genoana da parte di Malinovskyi non concedendo un sacrosanto rigore e ha invertito il fallo laterale che era in favore della Roma ma è stato dato ai padroni di casa e da quello è iniziata l’azione che ha portato il Genoa a trovare la rete della vittoria.

Certo che la testa è già alla sfida di Bologna per l’andata dell’incontro fratricida di Europa League di giovedì prossimo ma, tutti i tifosi sperano che contro il Como i giallorossi giochino differentemente da quanto visto domenica pomeriggio al Ferraris.

Ci contiamo.

Daje!

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