A coloro che si chiedono se questa Roma nelle mani di Mourinho o De Rossi oppure di sir Ranieri, avrebbe potuto fare meglio in questo scorcio di campionato, possiamo rispondere che il loro quesito è solo una perdita di tempo.
Non crediamo che Gasperini possa aver sentito così tanto il ritorno da avversario in quella Bergamo che lo ha reso un allenatore famoso e non solo per aver fatto dell’Atalanta una squadra di alta classifica in Italia e all’estero quanto per aver valorizzato giocatori per circa 800 milioni di plusvalenze nel corso dei nove anni trascorsi in quel di Bergamo.
Fatto sta che la sua Roma pare incapace a pareggiare e, soprattutto, in grado di riprendere un risultato di svantaggio in special modo con le cosiddette ‘grandi’ con le quali ha perso tutti gli scontri diretti.
Si dirà che la società è stata finora incapace di mettergli a disposizione la rosa di giocatori dallo stesso richiesti e che, solamente sulla base della classifica che occupa la squadra, ha messo la proprietà nella condizione di convincersi ad investire sulla rosa per addivenire alle istanze di un allenatore vincente.
La partita giocata contro la Dea di Palladino certamente è stata una tra le più indecenti disputate finora dalla Roma che è riuscita a dimostrare tutti i limiti di atleti sopravvalutati meritevoli tutt’altro di appartenere ad una squadra che si vuole portare al vertice di un campionato mediocre come quello di quest’anno.
Della involuzione di Dovbyk se n’e’ già discusso in abbondanza così come della delusione di Ferguson e di Bailey. A questo deficit si è aggiunta la conferma delle mediocrità esistenti in squadra come Tsimikas, Rensch e Ziolkowki che, tranne qualche sprazzo di prestazioni sufficienti in passato, hanno dimostrato tutti i loro limiti.
Se a questi fattori ci mettiamo inoltre le costanti difficoltà di Dybala e il poco feeling che regna in campo con Soulè, abbiamo un denominatore comune di assoluta negatività.
Parlavamo di campionato mediocre basandoci sul fatto che fino adesso non c’è stata nessuna formazione in grado di uccidere il torneo con una netta supremazia e questo fa supporre che fino all’ultima giornata regnerà l’incertezza.
Nulla da salvare della partita di Bergamo senza necessariamente avvalerci della decisione arbitrale di considerare regolare la rete dei nerazzurri che ha deciso l’incontro contro una Roma distratta al punto tale che chiudere la partita con solo una rete di svantaggio suona inversamente proporzionale alle occasioni sciupate dai padroni di casa.
Molto ci sarà da lavorare per fare quadrato cominciando dalla per nulla facile trasferta a Lecce con una difesa tutta da inventare a causa dell’assenza di Ndika oltre a quelle di Mancini e Hermoso fermati dal giudice sportivo; e da un asfittico attacco tutto da reinventare con anche Baldanzi indisponibile.
Magari c’è anche qualche tifoso che applaudirebbe per un pareggio in terra di Salento ma crediamo che la squadra di Gasperini non ne sia ancora capace.
Daje!






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