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ANALISI (IL) LOGICA

Quanti tifosi romanisti sono rimasti soddisfatti dagli affari conclusi durante questa sessione di calciomercato?

Crediamo molto pochi e, anche se non nelle vesti del tifoso quanto quelli dell’allenatore, quelli di Gasperini da Grugliasco. Eppure il tecnico giallorosso aveva più volte e pubblicamente richiesto in maniera specifico, un valido esterno d’attacco che non è arrivato in quel di Trigoria.

A bocce ferme, con un mercato suddiviso tra Ghisolfi e Massara, la società ha speso circa 62 milioni di euro ai quali, con potenziali riscatti, aggiungerne altri 65.

Per quanto concerne le entrate relative le vendite effettuate, queste si sono fermate a 45 milioni che, laddove confermati i riscatti, saranno aumentate di un’altra quarantina di milioni e sei di bonus.

Monte ingaggi

Neppure per quanto concerne l’aspetto gestionale non si sono avuti miglioramenti evidenti dal momento che il monte ingaggi è pressoché invariato senza apportare alcuna nota positiva.

Quindi resta un organico che non soddisfa le richieste di un tecnico che, tuttavia, era perfettamente a conoscenza – Ranieri dixit!- che questo mercato, la finestra invernale e probabilmente anche quello del prossimo anno, sarebbero state condizionate negativamente per restare all’interno del Ffp.

Saldi di stagione

Il tifoso di strada, poco avvezzo a certe logiche, si domanda quale sia la ragione per la quale e indipendentemente da chi rivesta il ruolo del DS, la Roma acquista giovani promesse o atleti evidenziati da qualche problematicità strapagandoli mentre, di contro, quando vende i suoi giocatori pare essere obbligata a regalarli.

Un esempio recente è quello di una giovane promessa della Primavera, tal Coletta, ceduto definitivamente al Benfica per un milioni di euro che non sono buoni come significativa plusvalenza e tanto meno come liquidità in grado di risolvere le finanze societarie.

Gestione a stelle e strisce

Vero è che i tempi di un calcio romantico è morto e sepolto definitivamente e presidenti come Dino Viola e Franco Sensi tanto per rimanere in ambito romanista (ma si potrebbero aggiungere Anconetani, Massimino, Mantovani, Ferlaino, Gaucci, Ferlaino ecc ecc) sono figure oggi anacronistiche ma tutte queste società nordamericane a cosa mirano?

Marketing, diritti tv, affari immobiliari e non certo prestigio. Analizzando il nostro giardinetto, il gruppo Friedkin non aveva bisogno di investire nella nostra squadra per alimentare fatturati e immagine. Allora qual è la ragione?

Solo il tifo ci salverà

Gli appassionati di calcio, gli indefessi romantici, i pasionari della maglia, poco hanno a che fare con strategie, intelligenze artificiali, logaritmi e via dicendo. Personalmente amo di più la cirioletta con la frittata preparata la mattina ed accompagnata da un Borghetti piuttosto che un sandwich e uno spritz. Ma forse è solo un sogno.

Daje!

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