Gasperini lo sta insegnando dalla scorsa stagione: la Roma può essere grande. Anzi, grandissima. La tangibile dimostrazione è stata l’entrata in Champions.
Oggi di fronte all’81° sold out dell’era Friedkin, i giallorossi hanno dominato, almeno per i primi quarantacinque minuti, la squadra più forte della serie A maturando un duplice vantaggio con due magie di Kone’.
L’assalto degli uomini di GPG è stato feroce e assillante tanto da annichilire i nerazzurri incapaci di arrestare la valanga romanista.
Ma dopo l’intervallo, la birretta e la rosetta con la frittata consumata sugli spalti, i tifosi si sono resi conto che l’Inter non aveva alcuna intenzione di issare bandiera bianca. È stato sufficiente una disattenzione della nostra difesa per mettere Lautaro nella condizione di accorciare le distanze e riaprire la partita.
Sia per la rinnovata energia degli interisti che per il fisiologico calo di ritmo dei giallorossi che avevano consumato forze e stimoli nei primi 45′, i giocatori di Chivu spingevano all’attacco alla ricerca del pareggio che infine trovavano sempre con Lautaro.
Partita apertissima che avrebbe potuto terminare con una delle due formazioni vincente. Per onestà intellettuale occorre sottolineare che l’Inter ne aveva di più di noi e che traversa e Svilar ci hanno salvato da una sconfitta che sarebbe stata una beffa.
La divisione della posta è stata equa alla fine, dando la consapevolezza della forza della Roma a tutte le squadre di questo campionato giunto alla sua quinta giornata.
Dopo la lunga sosta, i giallorossi se la dovranno vedere con il sorprendente Como proprio sulle rive manzoniane e poi con il Real Madrid dello Special One di ritorno all’Olimpico da avversario molto rimpianto.
Si spera che la sosta metta i nostri nella condizione di recuperare forze e concentrazione perché indispensabili per restare in vetta.
Daje!






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