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ASPETTIAMO LE ASPETTATIVE?

Se l’ipotesi era quella di confondere le acque,  ingannando i prossimi avversari circa le reali capacità della Romapossiamo dire che l’escamotage è riuscito benissimo. 

I giallorossi visti, ahimè,  in quel di Brighton, sono la pallidissima copia di quelli che solo qualche mese fa, hanno galoppato per far entrare la squadra in Champions.

Si potrebbe opinare che la preparazione non è terminata,  così come la compravendita dei giocatori.  Certo risulta preoccupante questo calo qualitativo e quantitativo di una formazione che avrebbe importanti obiettivi da raggiungere.

Il Gasperin furioso conosciuto a Bergamo risulta un lontanissimo parente del Gasperini che risiede a Trigoria: sorridente e tollerante oltre ogni limite.

Soprattutto se si considera un mercato tutt’altro che prestigioso e soddisfacente che ha lasciato,  finora,  buchi clamorosi a livello di ruoli.

Possiamo tollerare questa defaillance considerandola momentanea e tutto sommato ancora risolvibile se lo si volesse.

Chi, al solito,  resta con la carota in mano è sempre e solo il tifoso per il quale, attendere e perdonare, è lo stantio mantra che recita praticamente da sempre.

Ma ci piace poi così tanto questa gestione a stelle e strisce che si basa su business plan, logaritmi e Intelligenza Artificiale? Personalmente,  rimango ancorato alle vecchie maniere quando l’ingegner Dino Viola di Aulla, faceva il giro di tutta la struttura di Trigoria per assicurarsi che tutte le luci fossero chiuse. Oppure l’amore viscerale che Franco Sensi di Visso regalò alla sua squadra del cuore, investendo un capitale miliardario vero.

Staremo a vedere e, per questo,  dobbiamo attendere per avere delle aspettative ma iniziamo a ridimensionare calciatori in base alle loro prestazioni…

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